In questo blog si parla di mio figlio, Alex, adolescente affetto da una grave forma di autismo. Non ci troverete però la sua storia passo passo bensì una serie di racconti, a volte esposti con sarcastica ironia, altre volte rigurgitati con rabbia sulla tastiera. Riflessioni, cronache in presa diretta, fragorose risate, eruzioni di disappunto e quant'altro, il tutto proposto in sequenza casuale e senza un vero filo conduttore, spaccati di quotidiana convivenza con l'autismo. Uno strano percorso il nostro, una scuola di amore e di valori, di perseveranza e di coraggio, dove di imparare non si smette mai ed in cui alla fine il vero docente si è rivelato essere proprio lui: Alex.

Il periodo più distruttivo e burrascoso è comunque (spero definitivamente) alle spalle, e l'ultimo importante episodio di crisi con aggressività risale ai primi di Giugno del 2013.

Sia chiaro che Alex resta tuttavia un disabile grave, totalmente non autosufficiente, e che quindi necessita e necessiterà sempre di assistenza e della presenza al suo fianco di adulti di riferimento che lo conoscano bene e che quindi sappiano perfettamente come relazionarsi con lui. Però l'esser riusciti a superare quella terribile fase durata un decennio è già un grandissimo successo, in quanto il 90% della sofferenza e delle difficoltà di Alex scaturivano proprio da quel costante forte stato di angoscia, di insicurezza, di panico, che rendeva impossibile ogni tipo di interazione.
Ora è decisamente tutta un'altra storia, e son sincero nel dire che ormai faccio fatica a trovare qualcosa di valido da scrivere in merito per aggiornare questo blog. Potrei per assurdo anche decidere di rimuoverlo dal web, ma dopo averci riflettuto a lungo ho ritenuto che i suoi contenuti possano risultare utili ad altre famiglie, a genitori che magari sono soltanto all'inizio di questo loro "strano percorso", e che avvertono quella disorientante sensazione di smarrimento che fu fortemente nostra anni addietro...

Quei 10 anni mi hanno formato ed accresciuto più di quanto avrebbero potuto fare 10 intere vite "tradizionali". Quindi tenete duro, e ricordatevi sempre: i vostri figli non ne hanno colpa alcuna, sono LORO i veri eroi, siate fieri di essere lì presenti al loro fianco.

Buona lettura

venerdì 30 gennaio 2015

Un cerchio tra i quadrati



Nel mondo dei quadrati tutto era a misura dei quadrati, e tutto funzionava, perchè tutti erano quadrati. Ma in una calda domenica estiva avvenne l'impensabile, ciò che nessuno aveva previsto, ciò per cui nessuno era preparato. Nacque un cerchio.

L'avvenimento scosse l'intera società, fino alle più alte cariche del quadratico governo.

In sua presenza ogni accordo diveniva dissonante, e l'eco prodotta terribilmente fastidiosa. Quel cerchio disturbava le geometrie, minava le linearità, e potendo indurre le masse in profonde riflessioni risultava una minaccia per l'integrità morale e comportamentale dell'intera razza. Quel cerchio andava rimosso, annientato, il più rapidamente possibile.

Si decise di adottare la famigerata tattica del disorientamento.

I grandi maestri fecero interdire i suoi genitori, colpevoli di aver messo al mondo quella aberrante creatura, e una volta preso il controllo della situazione misero il cerchio in disparte, lo confinarono, ed iniziarono a bombardarlo di nozioni socio-geometriche, nel tentativo di convincerlo che il pianeta era adatto ad ospitare solo ed unicamente quadrati, e che la sua unica possibilità di sopravvivenza passava dunque attraverso l'insindacabile obbligo di doversi fingere un quadrato.

Cercarono in tutti i modi di farlo rotolare più piano, scimmiottando le movenze dei quadrati, per anni e anni, ma fu tutto inutile, il cerchio era molto più cosciente di quanto loro avevano creduto, e nulla lo avrebbe indotto a rinnegare la propria natura; alla fine i maestri dovettero arrendersi.

Ora quel cerchio corre libero, veloce, spesso dinanzi a sguardi sdegnati, sguardi che però sempre meno riescono a celare l'insostenibile invidia che in loro desta tanta anarchica vitalità.








2 commenti:

  1. E improvvisamente avvenne l'impensabile. Tanti altri cerchi che prima di lui si erano arresi e quadratizzati, trovarono poco alla volta il coraggio di mostrare le loro reali fattezze.
    Iniziò un vecchio cerchio, quadrato ormai da molto tempo. Poi uno più piccino, poi un altro, e un altro ancora. In quel momento tutti capirono che c'era spazio per tante differenze e che il risultato era meraviglioso.
    Raffaella N.

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  2. ahahah ... un'epidemia di circolarità ... con Alex nel ruolo di paziente zero. Non male come finale...
    Grazie Raffaella, un saluto.

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